sovrarespiro

Chi sono

Utente: sphyria
Una donna sovrapensiero.
Si tratta di pensiero non verbale distribuito su due livelli.




Ogni tanto apro questo blog così, tanto per ricordarmi chi sono
anzi, chi non sono, perché questo blog a volte mi infastidisce
ogni tanto mentre gioco a calcetto mi fanno goal perché mi distraggo pensando a cosa scrivere su questo blog
ogni tanto parlo da sola pensando a un dialogo da scrivere su questo blog
perciò questo blog crea dipendenza
questo blog è un luogo comune
ogni tanto penso che distruggerei tutti i blog





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venerdì, 23 novembre 2007

            Nessuno ti salverà, una frase sospesa nel vuoto, nessuno ti salverà, una frase sussurrata dentro le orecchie, ossessivamente, mentre attraversa la strada intasata dal traffico, le macchine la sfiorano rallentando vicino al semaforo, nessuno ti salverà, una frase dura, inattaccabile, come una pietra levigata, e concreta, anche, come una pietra. Ricordatelo sempre che dal momento che ti appoggi a qualcosa, inevitabilmente tradirà le tue aspettative, e ne soffrirai, perché la vita è sofferenza. Non accettare la sofferenza è fuggire la vita.
"Allora potrei non attraversare questa arteria che ora al tramonto è un fiume di luci, rumore, aria inquinata, il clacson dei camion mi fa sussultare, non ci sono le strisce penodali. E rimanere a guardare il traffico scorrrere, ben protetta dal marciapiedi e dal guard rail, attendere ore che il traffico diminuisca, attendere di invecchiare, perché un giovanotto d'altri tempi fermi le macchine per me e mi offra il braccio per andare dall'altra parte. E arrivare con un sospiro di sollievo pensando che in fondo sarebbe stato facile, se fossi stata un giovanotto.
Ma la gente cammina sul bordo guardando a terra, frastornata dal rumore e dallo smog. Non si guardano, non si sorridono. Se si conoscessero, non entrerebbero in sintonia, non si sentirebbero parte dello stesso mondo. Se si conoscessero, come a volte capita nei piccoli paesi, traccerebbero una linea di demarcazione netta, guardandosi in faccia, nella sala d'attesa del dottore, conoscendo i reciproci peccati. "Sono molto meglio di te" sembra ribadire con un'occhiata obliqua una ragazza vestita in modo sobrio, che stringe leggermente le labbra mentre si alza quando è il suo turno. Si sente superiore solo perché è ignorante. Nel senso che ignora. Le persone sono sempre sole. Non lo sa, che sarà sola quando suo zio morirà, e le tornerà in mente nel bel mezzo di una cena, ad una riunione di lavoro, dal panettiere. Sarà sola di fronte a suomarito quando dopo dieci anni di matrimonio sarà costetta a spiegargli un suo errore, proprio lei, impeccabile e immacolata.
E trovare la pace, in questo piccolo angolo tra due strade, lontana dai giudizi e dal rumore, senza volersi alzare dalla panchina, tra odore di umido e di urina, sarebbe meraviglioso".
Ma è qualcosa che non succederà mai perché ovunque si trovi, la ragazza che ha attraversato la strada sentirà sempre odore di umido che ti sale alla gola e soffoca il respiro, come nelle sale d'attesa del dottore, dove più che attendere di guarire, ci si ammala.

postato da: sphyria alle ore 10:40 | link | commenti
categorie: prove di scrittura
lunedì, 21 maggio 2007

Sandy lo guardava con occhi sognanti. Era ipnotico il suo sguardo trasparente, incorniciato dai capelli biondi, che le ricadevano leggeri sulla schiena e sui fianchi nudi. “Dimmi qualcosa di te – una domanda ricorrente – Qual è la cosa peggiore che tu abbia mai fatto?”
I suoi occhi si velarono per un istante di lacrime. Poi con la solita espressione strafottente rispose: “Nessuna”
“E a Bologna? Per quanto tempo hai vissuto Bologna?”
“Chi ti ha detto che sono stato a Bologna?”
“Tu”
Silenzio. Si alza, si riveste.
“E perché sei andato via da là?”
Silenzio
“Perché non riuscivo a studiare”
Come uno schiaffo il ricordo di giorni interminabili passati in una stanza di quindici metri quadri e mezzo, ore di una noia infinita. Era una cella.
“Uscivo sempre, tutte le sere, non riuscivo a studiare” si sistema i capelli, le volta le spalle.


postato da: sphyria alle ore 22:49 | link | commenti (1)
categorie: prove di scrittura
sabato, 14 aprile 2007

La malinconia d’inverno è diversa. E’ il gelo che ti ricopre di una corazza dura e fredda, è la forza della lotta per la sopravvivenza, è socchiudere le palpebre contro il vento, immaginando, nell’attesa che ti protegge, una luce lontana che inesorabilmente arriverà.
Lo sconforto in primavera sale invece come un’onda, ti scioglie in cascate di pioggia chiara, ti lava via implacabile e dolce, confonde davanti ai tuoi occhi confini colori e cose.
postato da: sphyria alle ore 21:03 | link | commenti
categorie: prove di scrittura
martedì, 26 settembre 2006

V. et similia.

Sono circondato da perbenisti, cazzo. Stupidi perbenisti del cazzo. Si tradiscono o sognano perversioni e hanno paura di gettarsi a conoscere il mondo e le persone che hanno intorno. Ridono poco. Non sanno cosa voglia dire infrangere davvero una regola. Poso la birra sul maciapiede e rutto quasi in faccia a Max che sta lì ad ascoltarmi. Vedi quella? Quella bionda che si guarda intorno trasognata? Non ci vuole niente per farla cadere alle tue ginocchia. Oh, non è vero che non vuole, quella non vede l'ora di dartela, tu in cambio devi solo darle la scusa buona. Basta averci un minimo di tattica. Ma poca.
Le sorrido di nuovo, mentre parlavo non mi sono voltato a guardarla da lontano.
Si avvicina e allora mi alzo e vado verso di lei. Sono curioso di sapere come si chiama, cosa pensa, che carattere ha. Scherzo, ci presentiamo. Intanto la sfioro e qualcuno ride e poi scappa. La gente deve imparare a farsi i cazzi suoi. Cosa ne sanno. Ascolto la sua voce appena più bassa della musica e sto attento a non scivolare in discorsi troppo lunghi. Mi accorgo che è un'ingenua. Persa in sogni infantili di giustizia pace e amore. Inutile stare qui a spiegarle che siamo animali, ecco cosa siamo, che alla fine alla gente non importa un fico della politica internazionale o delle correnti filosofiche positiviste. Ma cosa cazzo sono i positivisti? La gente pensa solo a se stessa. Se è un'ingenua tanto meglio, sono più facili da gestire, basta raccontare qualche storia sdolcinata. Cose tipo: è il mondo che è cattivo, non io, cara. Inizio ad annoiarmi. Per farla stare un po' zitta le accarezzo i fianchi, le tette, la bacio. Tanti discorsi, ecco quello che voleva. Tutto qui.

postato da: sphyria alle ore 21:23 | link | commenti (1)
categorie: prove di scrittura
domenica, 06 agosto 2006

Le notti dell'Est precipitano urlando nel vuoto. Sono un vorticare di stoffa, di sorrisi, capelli, fiato affannato e sudore. Le notti dell'Est sono un fuoco che ci divora fino all'alba, caldo che ci fa sudare, sono danze risate frastuono e strade che non tornano. Sono discorsi che sfiorano il baratro più nero come se niente fosse in contrasto con una festa che tutto comprende. Le notti dell'Est scoppiano di calore e non c'è tempo per riposare. Ti strappano dal ventre fobie e illusioni. Si divorano anche il giorno nel tempo che corre a una velocità impazzita, così veloce che drammi e passioni si consumano in ore, scorrono sulla pelle senza farti troppo male. Le braci non ti ustionano dopo aver lanciato le fiamme alle stelle, sono castelli fragili che si sfaldano da sé. I giorni e le notti dell'Est ti lasciano cadavere sulla spiaggia, levigato e nuovo come un sasso bagnato dal mare.
Nel sole polveroso del pomeriggio
guardo i barboni
tra muri bucati e fontane.
Ancora ruotano. Non vorrei mai toccare terra.

postato da: sphyria alle ore 13:48 | link | commenti (2)
categorie: prove di scrittura
domenica, 21 maggio 2006

Il futuro mi lasciò
sto sulla spiaggia
d'Irlanda muta
 - d'orizzonte invisibile -





In nome della fascia bianca che ho in capo,
con rispetto ai tuoi piedi mi inchino.
Con la tunica immacolata sulle spalle,
con rispetto mi arrendo, in ginocchio ti saluto.

Alzati bianca vestale
sorridi alla luce del giorno
la perfezione traspare da ogni parte di te
respirare al suolo non ti si addic
e.





Non parlarmi, dunque, non parliamo,
ché le parole portano solo confusione, simulacri di sogni e invenzioni.
L'amore è una bugia che ti racconti, quando
pretendi che sia vera, ti disperi, ti arrabbi, crolli.
Perciò non parliamo, ché le parole costruiscono storie a strati,
diventa più difficile farle combaciare.

postato da: sphyria alle ore 19:00 | link | commenti (1)
categorie: prove di scrittura
giovedì, 11 maggio 2006

E così ci sono cascato di nuovo. Per la seconda, la quinta, la trentesima volta, sono salito sulla torre. Mi sono alzato in piena notte, ho fatto le scale di corsa e sono arrivato, ancora con la testa che mi girava per le giravolte della scala a chiocciola, in cima.
La piccola soffitta era blu perla della luce della luna. Ho aperto la piccola finestra, fragile, per non dover respirare la polvere. Un vento d'estate mi accarezzava la faccia.
E così ci sono cascato di nuovo - pensavo - dentro questo sogno. Avevo promesso allo specchio di non farlo più. E' così caldo questo sogno, come una soffice coperta celeste. Seduto sul davanzale, non sento peso, volteggio nell'aria sopra i tetti azzurri per la luce della luna.
E attendo.
Lo attendo ancora questo sogno. Avevo promesso di non aspettarlo più.
Nel buio, lei siede accanto a me. Sento i suoi capelli lunghi mossi dal vento accarezzarmi il viso.
Attendo. E guardo la sottile linea delle sue guance, la superficie della sua pelle trasparente, i suoi occhi blu, forse neri, profondi della notte che ci avvolge.
Spingo lo sguardo fin oltre l'orizzonte e sento in un momento di non esser più me stesso, qui e ora, ma di essere in cima a una torre tre secoli fa, di guardare lontano i tetti di case più basse, di respirare lo stesso vento d'estate, passando la notte immerso in un dialogo silenzioso. Non abbiamo mai avuto bisogno di parole, io e lei, ci scambiamo sensazioni come aria espirata ed inspirata.
E ho paura, in cima a una torre, appoggiato a una finestra sottile.
Ho paura perché la pace soffice non dura se non in questo tempo dilatato, inesistente, ho paura ora che sono nel punto più alto di questa altalena di sensazioni, inebriato dalla vertigine, temo che la catena si spezzi e allora non cadrò a terra, ma rimarrò per sempre sospeso in questa dimensione, costretto a fluttuare in una pace ovattata, compatta, in compagnia di un essere etereo, intoccabile perché impalpabile. Del mio amatissimo fantasma.
Perfetta astrazione dell'amore.
postato da: sphyria alle ore 20:06 | link | commenti
categorie: prove di scrittura
mercoledì, 03 maggio 2006

Sono cerchi di luce
spirali
bolle di vapore
polvere immobile
tra fili luminosi
fluttuano immuni al faticoso annaspare
postato da: sphyria alle ore 18:23 | link | commenti
categorie: prove di scrittura
lunedì, 17 aprile 2006

Ora il cielo è di ghisa. La testa pesante come l'aria. Alle spalle il sole velato e il suono del mare. Davanti le luci sempre uguali e gialle dell'autostrada, un rombo dietro alle orecchie - costante.
Le luci parallele, l'auto corre sempre uguale, il tempo è tagliato a grosse fette da una gigantesca pendola di ferro: un disco affilato che oscilla davanti al parabrezza. Un rombo d'aereo che decolla.
Un coro
Libera Me Domine
Da Morte Aeterna
In die illa tremenda
Quando coeli movendi sunt
movendi sunt et Terra

sorrisi
battuti
tutto passa dentro al tempo

ricordo

echi di vite prossime
echi di vite lontane
frammentate
quando si sfiorano, non tornano a ricomporsi: cozzano stridono s'incrinano dentro.
Il passato torna sempre, il tempo no.
postato da: sphyria alle ore 19:15 | link | commenti
categorie: prove di scrittura
venerdì, 14 aprile 2006

Generazioni

Vivere in bilico tra perfezionismo e rinuncia
Perché la tua casa è di vetro soffiato
fatta di schegge spesso appuntite
immobile
e di colpo sembra esplodere per nulla
"Non basterà neanche più la Madre Terra" tuonava una
da dietro gentili occhi allagati
Frasi bambine e crudeli
- i bambini non sono mai buoni -
rispondeva l'altra.
Una si è persa cercando i morti per casa
l'altra ha perso sè ma non lo sa.
postato da: sphyria alle ore 18:46 | link | commenti
categorie: prove di scrittura