sovrarespiro

Chi sono

Utente: sphyria
Una donna sovrapensiero.
Si tratta di pensiero non verbale distribuito su due livelli.




Ogni tanto apro questo blog così, tanto per ricordarmi chi sono
anzi, chi non sono, perché questo blog a volte mi infastidisce
ogni tanto mentre gioco a calcetto mi fanno goal perché mi distraggo pensando a cosa scrivere su questo blog
ogni tanto parlo da sola pensando a un dialogo da scrivere su questo blog
perciò questo blog crea dipendenza
questo blog è un luogo comune
ogni tanto penso che distruggerei tutti i blog





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mercoledì, 05 dicembre 2007

"È sempre ciò che sei tu ad essere il vero"

Bobin Christian "La part manquante"

postato da: sphyria alle ore 12:02 | link | commenti
categorie: letteratura
lunedì, 29 ottobre 2007

The moon

       
      And like a dying lady lean and pale,
      Who totters forth, wrapp'd in a gauzy veil,
      Out of her chamber, led by the insane
      And feeble wanderings of her fading brain,
      The moon arose up in the murky east
      A white and shapeless mass. 
       
      Art thou pale for weariness
      Of climbing heaven and gazing on the earth,
      Wandering companionless
      Among the stars that have a different birth,
      And ever changing, like a joyless eye
      That finds no object worth its constancy?

Percy Bysshe Shelley

postato da: sphyria alle ore 15:46 | link | commenti
categorie: letteratura
venerdì, 31 agosto 2007

Figli d'Adamo

Attraversai una volta una città popolosa, imprimendomi nel cervello,
per più tardi servirmene, gli aspetti, le
architetture, gli usi, le tradizioni,
Ebbene adesso di tutta quella città ricordo appena una
donna, che per caso incontrai e che mi trattenne
per amore sincero,
Un giorno dopo l'altro, una notte dopo l'altra si stava insieme – tutto il resto da tempo l'ho scordato,
Ricordo, ripeto, soltanto quella donna che appassionata a me si stringeva,
Me la vedo accosto, con quelle labbra tristi, che tremano
in silenzio.
 
 
Walt Whitman
Figli d'Adamo
postato da: sphyria alle ore 20:17 | link | commenti (2)
categorie: letteratura
sabato, 30 giugno 2007

Una stagione all'inferno

Ghiacciai, soli d'argento, flutti di madreperla,
cieli di brace!
E orrende secche al fondo di golfi bruni
dove serpi giganti divorati da cimici
cadono, da alberi tortuosi, con neri profumi!
Avrei voluto mostrare ai fanciulli queste orate
nell'onda blu, quei pesci d'oro, quei pesci
che cantavano.
Schiume di fiori hanno cullato i miei voli
e ineffabili venti per un attimo mi han messo le ali.

Arthur Rimabud
postato da: sphyria alle ore 19:12 | link | commenti
categorie: letteratura
domenica, 13 maggio 2007

Anche se a me Coelho non piace


Come se fosse la prima volta.
 
"Voglio credere che guarderò a ciascuno dei giorni come se fosse la prima volta. Che vedrò le persone che mi circondano con sorpresa e stupore, felice di scoprire che sono lí accanto a me a condividere qualcosa che si chiama amore, di cui si parla molto, ma del quale si capisce ben poco.
Salirò sul primo autobus che passa senza domandare in quale direzione sta andando, e scenderò appena vedrò qualcosa che attiri la mia attenzione. Passerò accanto a un mendicante che mi chiederà un’elemosina. Forse gliela darò, o forse penserò che la spenderà per bere e tirerò avanti – udendo i suoi insulti e comprendendo che questo è il suo modo di comunicare con me. Passerò accanto a qualcuno che sta tentando di distruggere una cabina telefonica. Forse cercherò di impedirglielo, o forse comprenderò che lo sta facendo perché non ha nessuno con cui parlare all’altro capo del filo e cerca cosí di fugare la solitudine.
Guarderò tutto e tutti come se fosse la prima volta – soprattutto le piccole cose, alle quali mi sono ormai abituato, dimenticando la magia che mi circonda. I tasti del mio computer, per esempio, che si muovono con una energia che io non comprendo. Quella pagina che compare sullo schermo e che da tempo non si manifesta in maniera fisica, benché io sia convinto che sto scrivendo su un foglio bianco, dove è facile correggere solo premendo un tasto. Accanto allo schermo del computer si accumulano dei fogli che non ho la pazienza di riordinare, ma se penserò che essi nascondono delle novità, tutte queste carte, questi appunti, questi ritagli, queste ricevute acquisteranno una vita propria e avranno tante storie curiose – del passato e del futuro – da raccontarmi. Tante cose nel mondo, tanti cammini percorsi, tante entrate e uscite dalla mia vita.

Voglio guardare per la prima volta il sole, se domani ci sarà il sole; il cielo nuvoloso, se domani sarà nuvoloso. Al di sopra del mio capo esiste un cielo per il quale l’umanità intera, nel corso di migliaia di anni di osservazione, ha già dato una serie di spiegazioni ragionevoli. Dimenticherò, dunque, tutte le cose che ho appreso sulle stelle, ed esse si trasformeranno di nuovo in angeli, o in bambini, o in qualsiasi altra cosa in cui io abbia il desiderio di credere in quel momento.
A poco a poco, il tempo e la vita hanno reso tutto perfettamente comprensibile – ma io ho bisogno del mistero, del tuono che è la voce di un dio arrabbiato, e non una semplice scarica elettrica che provoca vibrazioni nell’atmosfera. Io voglio di nuovo colmare la mia vita con la fantasia, perché un dio irato è molto piú intrigante, terrificante e interessante di un fenomeno fisico.
E, infine, che io guardi a me stesso come se per la prima volta mi trovassi in contatto con il mio corpo e la mia anima. Che io guardi questa persona che cammina, che sente, che parla come qualsiasi altra, che io sia affascinato dai suoi gesti piú semplici, come conversare con il postino, contemplare la moglie che gli dorme accanto, domandandosi che cosa mai starà sognando.
E cosí rimarrò quello che sono e che amo essere, una sorpresa continua per me stesso. Questo io che non è stato educato né da mio padre né da mia madre né dalla mia scuola, ma da tutto ciò che ho vissuto fino a oggi, che tutt’a un tratto ho dimenticato e che di nuovo sto scoprendo oggi. "

postato da: sphyria alle ore 19:39 | link | commenti (1)
categorie: letteratura
lunedì, 30 ottobre 2006

"Non appropriarsi di nulla è il solo modo per conquistare l’infinito"

Blondel
postato da: sphyria alle ore 21:37 | link | commenti
categorie: letteratura
lunedì, 02 ottobre 2006

"Io vedo ciò che ho di fronte" disse Jinny. "Questa sciarpa a pallini colore del vino. Il bicchiere. Il vasetto di mostarda. Il fiore. Mi piace ciò che si tocca, si assaggia. Mi piace la pioggia quando diventa neve, e si fa palpabile. Ed essendo impulsiva e più coraggiosa di voi, non tempero, perché non mi scotti, la bellezza con la grettezza. La ingoio tutta intera. La bellezza è fatta di carne, è materia. Le mie visioni non sono finemente tessute e bianche e pure... La bellezza scheletrica dei vostri abbaini mi ripugna..."
postato da: sphyria alle ore 23:15 | link | commenti
categorie: letteratura
martedì, 13 giugno 2006

E ora - disse Neville - Bernard cominci pure. Chiaccheri, racconti delle storie, mentre stiamo sdraiati. Ci descriva tutto ciò che abbiamo visto, in modo che diventi una sequenza. Bernard dice che c'è sempre una storia. Io sono una storia. Louis è una storia. C'è la storia del servitore, la storia dell'uomo con un occhio solo, la storia della donna che vende lumache di mare. [...] Gorgogliano - le immagini. Il cammello è un avvoltoio e l'avvoltoio è un cammello; e Bernard è un filo che pende, sciolto ma seduttivo. Sì perché quando parla, quando fa quei suoi sciocchi paragoni, ci si sente invadere da una strana leggerezza. [...]
Bernard si accorge subito quando ci annoiamo. Mi rendo conto di un certo sfrozo, di una stravaganza nel fraseggio, come se dicesse "Guardate!" [...] Sì, è arrivato il momento terribile, quando Bernard non ce la fa più e perde il filo e divaga e giocherella con un pezzo di corda e si zittisce, spalanca la bocca come se stesse per scoppiare a piangere.

postato da: sphyria alle ore 16:55 | link | commenti (2)
categorie: letteratura
giovedì, 01 giugno 2006

oh, di nulla

Le cose che odio:

1 essere spiata o controllata
2 quando uno ti chiede un consiglio pratico e poi tanto fa di testa sua
3 il mal di testa

e adesso ce li ho tutti e tre
#&*@%§§#
!




Scende dalla sua Barchetta e ci si aspetta che lo faccia a gambe larghe. Invece no. Lo fa come se fosse un gesto qualsiasi, evita di guardarla. Scende nel parcheggio in mezzo ai ragazzi del quartiere e ci si aspetta che sorrida alle ragazze. E invece no. Rimane serio, distratto. Saluta quando deve salutare, annuisce quando deve annuire.
Sembra quasi non voglia farsi notare, nonostante la felpa e i jeans firmati. Sembra che ogni gesto, accendere la sigaretta, ridere con gli amici, sia frutto della pura abitudine. Raccontare di vacanze spese nelle più belle città d’Europa, di pazzie fatte ai casinò e di raduni di auto sportive, la consuetudine. Senza mai ridere. Scelte per non doversi annoiare. Per fare qualcosa. Scelte per non doversi identificare con il nulla. Correre forte in macchina per dimostrare a se stesso che la morte esiste, che la paura esiste, non è nulla, la morte è vicina che la puoi toccare, e non è stato Nulla quando suo fratello lo ha lasciato in un incidente stradale, non è svanito, nel nulla che tutto avvolge, che tutto costituisce.
Notti spese in percorsi senza meta. Sagome lattee affiorano e sfuggono dove niente ha forma, nel finire della notte.
Nulla nostro, che sei nel nulla, sia santificato il tuo nulla,  ovunque nel nulla
più veloce
dacci oggi il nostro nulla quotidiano
più veloce
e non ci indurre nel nulla ma liberaci dal nulla
più veloce
amen







postato da: sphyria alle ore 20:18 | link | commenti (2)
categorie: letteratura
giovedì, 18 maggio 2006

A me pare uguale agli dei chi a te vicino così dolce

suono ascolta mentre tu parli

e ridi amorosamente. Subito a me

il cuore si agita nel petto

solo che appena ti veda, e la voce

si perde sulla lingua inerte.

Un fuoco sottile affiora rapido alla pelle,

e ho buio negli occhi e il rombo

del sangue alle orecchie.

E tutta in sudore e tremante

Come erba patita scoloro:

e morte non pare lontana

a me rapita di mente

 Saffo

 

 

Ci rivedremo
in una sera d'estate
tra luci infuocate e musiche flautate
e allora mi stringerai
ti stringerò.
Ci troveremo
una notte d'inverno
tra gelo e grigio e un vento eterno
mi guraderai
ti guarderò.
Ci riconosceremo
un mattino d'autunno
tra pioggia, foglie morte e silenzio
sorriderai
non fuggirai
non fuggirò.
 

 


postato da: sphyria alle ore 09:07 | link | commenti
categorie: letteratura