sovrarespiro

Chi sono

Utente: sphyria
Una donna sovrapensiero.
Si tratta di pensiero non verbale distribuito su due livelli.




Ogni tanto apro questo blog così, tanto per ricordarmi chi sono
anzi, chi non sono, perché questo blog a volte mi infastidisce
ogni tanto mentre gioco a calcetto mi fanno goal perché mi distraggo pensando a cosa scrivere su questo blog
ogni tanto parlo da sola pensando a un dialogo da scrivere su questo blog
perciò questo blog crea dipendenza
questo blog è un luogo comune
ogni tanto penso che distruggerei tutti i blog





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lunedì, 28 maggio 2007

Si nasconde nelle ombre dei mobili. Dietro agli angoli delle stanze, appena dietro lo sguardo.
Ne intuisco la presenza. Non il respiro - non ha fiato. Non il calore - non ha sangue.
Nessun rumore.
Sento la sua presenza costante in un angolo del cranio.
Una leggera vibrazione dell'aria, è un attimo, mi sovrasta, con il corpo di peli e zampe come chele, una bocca a cui dovrò abituarmi. Vorrei perdere i sensi ma non posso, non mi ha morsa, non ancora.
postato da: sphyria alle ore 22:04 | link | commenti (2)
categorie: storie
lunedì, 21 maggio 2007

Sandy lo guardava con occhi sognanti. Era ipnotico il suo sguardo trasparente, incorniciato dai capelli biondi, che le ricadevano leggeri sulla schiena e sui fianchi nudi. “Dimmi qualcosa di te – una domanda ricorrente – Qual è la cosa peggiore che tu abbia mai fatto?”
I suoi occhi si velarono per un istante di lacrime. Poi con la solita espressione strafottente rispose: “Nessuna”
“E a Bologna? Per quanto tempo hai vissuto Bologna?”
“Chi ti ha detto che sono stato a Bologna?”
“Tu”
Silenzio. Si alza, si riveste.
“E perché sei andato via da là?”
Silenzio
“Perché non riuscivo a studiare”
Come uno schiaffo il ricordo di giorni interminabili passati in una stanza di quindici metri quadri e mezzo, ore di una noia infinita. Era una cella.
“Uscivo sempre, tutte le sere, non riuscivo a studiare” si sistema i capelli, le volta le spalle.


postato da: sphyria alle ore 22:49 | link | commenti (1)
categorie: prove di scrittura
domenica, 13 maggio 2007

Anche se a me Coelho non piace


Come se fosse la prima volta.
 
"Voglio credere che guarderò a ciascuno dei giorni come se fosse la prima volta. Che vedrò le persone che mi circondano con sorpresa e stupore, felice di scoprire che sono lí accanto a me a condividere qualcosa che si chiama amore, di cui si parla molto, ma del quale si capisce ben poco.
Salirò sul primo autobus che passa senza domandare in quale direzione sta andando, e scenderò appena vedrò qualcosa che attiri la mia attenzione. Passerò accanto a un mendicante che mi chiederà un’elemosina. Forse gliela darò, o forse penserò che la spenderà per bere e tirerò avanti – udendo i suoi insulti e comprendendo che questo è il suo modo di comunicare con me. Passerò accanto a qualcuno che sta tentando di distruggere una cabina telefonica. Forse cercherò di impedirglielo, o forse comprenderò che lo sta facendo perché non ha nessuno con cui parlare all’altro capo del filo e cerca cosí di fugare la solitudine.
Guarderò tutto e tutti come se fosse la prima volta – soprattutto le piccole cose, alle quali mi sono ormai abituato, dimenticando la magia che mi circonda. I tasti del mio computer, per esempio, che si muovono con una energia che io non comprendo. Quella pagina che compare sullo schermo e che da tempo non si manifesta in maniera fisica, benché io sia convinto che sto scrivendo su un foglio bianco, dove è facile correggere solo premendo un tasto. Accanto allo schermo del computer si accumulano dei fogli che non ho la pazienza di riordinare, ma se penserò che essi nascondono delle novità, tutte queste carte, questi appunti, questi ritagli, queste ricevute acquisteranno una vita propria e avranno tante storie curiose – del passato e del futuro – da raccontarmi. Tante cose nel mondo, tanti cammini percorsi, tante entrate e uscite dalla mia vita.

Voglio guardare per la prima volta il sole, se domani ci sarà il sole; il cielo nuvoloso, se domani sarà nuvoloso. Al di sopra del mio capo esiste un cielo per il quale l’umanità intera, nel corso di migliaia di anni di osservazione, ha già dato una serie di spiegazioni ragionevoli. Dimenticherò, dunque, tutte le cose che ho appreso sulle stelle, ed esse si trasformeranno di nuovo in angeli, o in bambini, o in qualsiasi altra cosa in cui io abbia il desiderio di credere in quel momento.
A poco a poco, il tempo e la vita hanno reso tutto perfettamente comprensibile – ma io ho bisogno del mistero, del tuono che è la voce di un dio arrabbiato, e non una semplice scarica elettrica che provoca vibrazioni nell’atmosfera. Io voglio di nuovo colmare la mia vita con la fantasia, perché un dio irato è molto piú intrigante, terrificante e interessante di un fenomeno fisico.
E, infine, che io guardi a me stesso come se per la prima volta mi trovassi in contatto con il mio corpo e la mia anima. Che io guardi questa persona che cammina, che sente, che parla come qualsiasi altra, che io sia affascinato dai suoi gesti piú semplici, come conversare con il postino, contemplare la moglie che gli dorme accanto, domandandosi che cosa mai starà sognando.
E cosí rimarrò quello che sono e che amo essere, una sorpresa continua per me stesso. Questo io che non è stato educato né da mio padre né da mia madre né dalla mia scuola, ma da tutto ciò che ho vissuto fino a oggi, che tutt’a un tratto ho dimenticato e che di nuovo sto scoprendo oggi. "

postato da: sphyria alle ore 19:39 | link | commenti (1)
categorie: letteratura