Non devo pensare.
Tutte le volte che mi metto a pensare i ragionamenti si agganciano l'uno all'altro e vanno avanti da sè, e finisco fuori strada.
Come l'altra volta che mi sono messa a pensare e sono finita contro a un palo.
O quell'altra volta che stavo per cappottare nel fosso con la macchina, ma per fortuna non era tanto profondo e ho solo sbandato.
Non devo pensare.
Prima stavo tornando dalla pausa pranzo, è una bella giornata serena.
E ho pensato che già mezza giornata era passata.
Mezza giornata di sole passata a fare un lavoro che mi piace, la pubblicità. Inventarsi che uno spettacolo, una conferenza, possano cambiare la mentalità.
Facessi l'ingegnere passerei le giornate a progettare inventare un motore all'idrogeno. Che poi in realtà c'è già. Inventarsi che la gente lo usi per vivere senza inquinare il pianeta.
Che tanto gli scienziati hanno detto che tra cinquant'anni la Terra giungerà al punto di non ritorno e allora sarà tutto inutile.
Che tanto, anche se non è vero, morirei prima di vedere se davvero funziona e la gente lo usa.
Che tanto prima o poi muori. Anzi, neanche tanto in là.
L'avevo detto che non dovevo pensare.