sovrarespiro

Chi sono

Utente: sphyria
Una donna sovrapensiero.
Si tratta di pensiero non verbale distribuito su due livelli.




Ogni tanto apro questo blog così, tanto per ricordarmi chi sono
anzi, chi non sono, perché questo blog a volte mi infastidisce
ogni tanto mentre gioco a calcetto mi fanno goal perché mi distraggo pensando a cosa scrivere su questo blog
ogni tanto parlo da sola pensando a un dialogo da scrivere su questo blog
perciò questo blog crea dipendenza
questo blog è un luogo comune
ogni tanto penso che distruggerei tutti i blog





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domenica, 22 aprile 2007

e ora non so da che parte guardare
postato da: sphyria alle ore 20:51 | link | commenti
categorie: storie
mercoledì, 18 aprile 2007

Non devo pensare.
Tutte le volte che mi metto a pensare i ragionamenti si agganciano l'uno all'altro e vanno avanti da sè, e finisco fuori strada.
Come l'altra volta che mi sono messa a pensare e sono finita contro a un palo.
O quell'altra volta che stavo per cappottare nel fosso con la macchina, ma per fortuna non era tanto profondo e ho solo sbandato.
Non devo pensare.
Prima stavo tornando dalla pausa pranzo, è una bella giornata serena.
E ho pensato che già mezza giornata era passata.
Mezza giornata di sole passata a fare un lavoro che mi piace, la pubblicità. Inventarsi che uno spettacolo, una conferenza, possano cambiare la mentalità.
Facessi l'ingegnere passerei le giornate a progettare inventare un motore all'idrogeno. Che poi in realtà c'è già. Inventarsi che la gente lo usi per vivere senza inquinare il pianeta.
Che tanto gli scienziati hanno detto che tra cinquant'anni la Terra giungerà al punto di non ritorno e allora sarà tutto inutile.
Che tanto, anche se non è vero, morirei prima di vedere se davvero funziona e la gente lo usa.
Che tanto prima o poi muori. Anzi, neanche tanto in là.
L'avevo detto che non dovevo pensare.

postato da: sphyria alle ore 20:56 | link | commenti (1)
categorie: storie
sabato, 14 aprile 2007

La malinconia d’inverno è diversa. E’ il gelo che ti ricopre di una corazza dura e fredda, è la forza della lotta per la sopravvivenza, è socchiudere le palpebre contro il vento, immaginando, nell’attesa che ti protegge, una luce lontana che inesorabilmente arriverà.
Lo sconforto in primavera sale invece come un’onda, ti scioglie in cascate di pioggia chiara, ti lava via implacabile e dolce, confonde davanti ai tuoi occhi confini colori e cose.
postato da: sphyria alle ore 21:03 | link | commenti
categorie: prove di scrittura