Sono circondato da perbenisti, cazzo. Stupidi perbenisti del cazzo. Si tradiscono o sognano perversioni e hanno paura di gettarsi a conoscere il mondo e le persone che hanno intorno. Ridono poco. Non sanno cosa voglia dire infrangere davvero una regola. Poso la birra sul maciapiede e rutto quasi in faccia a Max che sta lì ad ascoltarmi. Vedi quella? Quella bionda che si guarda intorno trasognata? Non ci vuole niente per farla cadere alle tue ginocchia. Oh, non è vero che non vuole, quella non vede l'ora di dartela, tu in cambio devi solo darle la scusa buona. Basta averci un minimo di tattica. Ma poca.
Le sorrido di nuovo, mentre parlavo non mi sono voltato a guardarla da lontano.
Si avvicina e allora mi alzo e vado verso di lei. Sono curioso di sapere come si chiama, cosa pensa, che carattere ha. Scherzo, ci presentiamo. Intanto la sfioro e qualcuno ride e poi scappa. La gente deve imparare a farsi i cazzi suoi. Cosa ne sanno. Ascolto la sua voce appena più bassa della musica e sto attento a non scivolare in discorsi troppo lunghi. Mi accorgo che è un'ingenua. Persa in sogni infantili di giustizia pace e amore. Inutile stare qui a spiegarle che siamo animali, ecco cosa siamo, che alla fine alla gente non importa un fico della politica internazionale o delle correnti filosofiche positiviste. Ma cosa cazzo sono i positivisti? La gente pensa solo a se stessa. Se è un'ingenua tanto meglio, sono più facili da gestire, basta raccontare qualche storia sdolcinata. Cose tipo: è il mondo che è cattivo, non io, cara. Inizio ad annoiarmi. Per farla stare un po' zitta le accarezzo i fianchi, le tette, la bacio. Tanti discorsi, ecco quello che voleva. Tutto qui.