
Le notti dell'Est precipitano urlando nel vuoto. Sono un vorticare di stoffa, di sorrisi, capelli, fiato affannato e sudore. Le notti dell'Est sono un fuoco che ci divora fino all'alba, caldo che ci fa sudare, sono danze risate frastuono e strade che non tornano. Sono discorsi che sfiorano il baratro più nero come se niente fosse in contrasto con una festa che tutto comprende. Le notti dell'Est scoppiano di calore e non c'è tempo per riposare. Ti strappano dal ventre fobie e illusioni. Si divorano anche il giorno nel tempo che corre a una velocità impazzita, così veloce che drammi e passioni si consumano in ore, scorrono sulla pelle senza farti troppo male. Le braci non ti ustionano dopo aver lanciato le fiamme alle stelle, sono castelli fragili che si sfaldano da sé. I giorni e le notti dell'Est ti lasciano cadavere sulla spiaggia, levigato e nuovo come un sasso bagnato dal mare.
Nel sole polveroso del pomeriggio guardo i barboni tra muri bucati e fontane.
Ancora ruotano. Non vorrei mai toccare terra.