sovrarespiro

Chi sono

Utente: sphyria
Una donna sovrapensiero.
Si tratta di pensiero non verbale distribuito su due livelli.




Ogni tanto apro questo blog così, tanto per ricordarmi chi sono
anzi, chi non sono, perché questo blog a volte mi infastidisce
ogni tanto mentre gioco a calcetto mi fanno goal perché mi distraggo pensando a cosa scrivere su questo blog
ogni tanto parlo da sola pensando a un dialogo da scrivere su questo blog
perciò questo blog crea dipendenza
questo blog è un luogo comune
ogni tanto penso che distruggerei tutti i blog





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martedì, 22 agosto 2006

Fuga verso il mare

terr
Sentivo nel sonno le onde nere quasi immobili confondersi con il lento respiro di chi dormiva. Sentii improvviso un fruscio e note di una musica strana. Aveva un ritmo inquietante e lugubre. Veloce. Asimmetrico. Sentivo sibilare piano il mio nome.
C'era un volto pallido che mi fissava a pochi centimetri dal viso. Urlai sobbalzando sul letto.
Poi mi sono accorta che aveva la chitarra e stava suonando Tubular Bells.
postato da: sphyria alle ore 18:25 | link | commenti (3)
categorie: storie
domenica, 06 agosto 2006

Le notti dell'Est precipitano urlando nel vuoto. Sono un vorticare di stoffa, di sorrisi, capelli, fiato affannato e sudore. Le notti dell'Est sono un fuoco che ci divora fino all'alba, caldo che ci fa sudare, sono danze risate frastuono e strade che non tornano. Sono discorsi che sfiorano il baratro più nero come se niente fosse in contrasto con una festa che tutto comprende. Le notti dell'Est scoppiano di calore e non c'è tempo per riposare. Ti strappano dal ventre fobie e illusioni. Si divorano anche il giorno nel tempo che corre a una velocità impazzita, così veloce che drammi e passioni si consumano in ore, scorrono sulla pelle senza farti troppo male. Le braci non ti ustionano dopo aver lanciato le fiamme alle stelle, sono castelli fragili che si sfaldano da sé. I giorni e le notti dell'Est ti lasciano cadavere sulla spiaggia, levigato e nuovo come un sasso bagnato dal mare.
Nel sole polveroso del pomeriggio
guardo i barboni
tra muri bucati e fontane.
Ancora ruotano. Non vorrei mai toccare terra.

postato da: sphyria alle ore 13:48 | link | commenti (2)
categorie: prove di scrittura