Il sole si levò. Strisce di giallo e di verde caddero a riva, tingendo d’oro le costole della barca scarnita e d’un azzurro acciaio brillante il cardo marino e le sue foglie laminate. La luce quasi bucava le onde leggere, veloci, che correvano a riva a ventaglio. La fanciulla che con una scossa del capo aveva animato tutti i gioielli – il topazio, l’acquamarina, i preziosi a lingue di fuoco colore dell’acqua – ora denudò la fronte e con gli occhi bene aperti si aprì un sentiero dritto sopra le onde. Il tremolante verde-azzurro brillìo si scurì, le onde si ammassarono, i solchi fra di esse si approfondirono e si incupirono, mentre banchi di pesci vaganti a frotte le attraversarono. […] Il giardino di uccelli che all’alba avevano gorgheggiato disordinati, spasmodici, chi su quell’albero, chi su quel cespuglio, si misero a cantare tutti in coro, striduli, acuti, come consapevoli, ora da soli come rivolgendosi all’azzurro pallido. C'era paura nel loro canto, e il presentimento del dolore, e la gioia da agguantare subito, all'istante.
Le Onde
Virginia Woolf