sovrarespiro

Chi sono

Utente: sphyria
Una donna sovrapensiero.
Si tratta di pensiero non verbale distribuito su due livelli.




Ogni tanto apro questo blog così, tanto per ricordarmi chi sono
anzi, chi non sono, perché questo blog a volte mi infastidisce
ogni tanto mentre gioco a calcetto mi fanno goal perché mi distraggo pensando a cosa scrivere su questo blog
ogni tanto parlo da sola pensando a un dialogo da scrivere su questo blog
perciò questo blog crea dipendenza
questo blog è un luogo comune
ogni tanto penso che distruggerei tutti i blog





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lunedì, 17 aprile 2006

Ora il cielo è di ghisa. La testa pesante come l'aria. Alle spalle il sole velato e il suono del mare. Davanti le luci sempre uguali e gialle dell'autostrada, un rombo dietro alle orecchie - costante.
Le luci parallele, l'auto corre sempre uguale, il tempo è tagliato a grosse fette da una gigantesca pendola di ferro: un disco affilato che oscilla davanti al parabrezza. Un rombo d'aereo che decolla.
Un coro
Libera Me Domine
Da Morte Aeterna
In die illa tremenda
Quando coeli movendi sunt
movendi sunt et Terra

sorrisi
battuti
tutto passa dentro al tempo

ricordo

echi di vite prossime
echi di vite lontane
frammentate
quando si sfiorano, non tornano a ricomporsi: cozzano stridono s'incrinano dentro.
Il passato torna sempre, il tempo no.
postato da: sphyria alle ore 19:15 | link | commenti
categorie: prove di scrittura

A volte so che accadranno percorsi futuri:
sono sagome lattiginose nelle nebbia, grafici d'emozioni.
Avevo visto questi tempi al crepuscolo
poi più nulla e il terrore è un vicolo cieco.
postato da: sphyria alle ore 17:24 | link | commenti
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venerdì, 14 aprile 2006

Generazioni

Vivere in bilico tra perfezionismo e rinuncia
Perché la tua casa è di vetro soffiato
fatta di schegge spesso appuntite
immobile
e di colpo sembra esplodere per nulla
"Non basterà neanche più la Madre Terra" tuonava una
da dietro gentili occhi allagati
Frasi bambine e crudeli
- i bambini non sono mai buoni -
rispondeva l'altra.
Una si è persa cercando i morti per casa
l'altra ha perso sè ma non lo sa.
postato da: sphyria alle ore 18:46 | link | commenti
categorie: prove di scrittura
giovedì, 06 aprile 2006

Uno dei più bei romanzi

Il sole si levò. Strisce di giallo e di verde caddero a riva, tingendo d’oro le costole della barca scarnita e d’un azzurro acciaio brillante il cardo marino e le sue foglie laminate. La luce quasi bucava le onde leggere, veloci, che correvano a riva a ventaglio.  La fanciulla che con una scossa del capo aveva animato tutti i gioielli – il topazio, l’acquamarina, i preziosi a lingue di fuoco colore dell’acqua – ora denudò la fronte e con gli occhi bene aperti si aprì un sentiero dritto sopra le onde. Il tremolante verde-azzurro brillìo si scurì, le onde si ammassarono, i solchi fra di esse si approfondirono e si incupirono, mentre banchi di pesci vaganti a frotte le attraversarono. […] Il giardino di uccelli che all’alba avevano gorgheggiato disordinati, spasmodici, chi su quell’albero, chi su quel cespuglio, si misero a cantare tutti in coro, striduli, acuti, come consapevoli, ora da soli come rivolgendosi all’azzurro pallido. C'era paura nel loro canto, e il presentimento del dolore, e la gioia da agguantare subito, all'istante.

 

 

Le Onde

Virginia Woolf

postato da: sphyria alle ore 15:18 | link | commenti
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