sovrarespiro

Chi sono

Utente: sphyria
Una donna sovrapensiero.
Si tratta di pensiero non verbale distribuito su due livelli.




Ogni tanto apro questo blog così, tanto per ricordarmi chi sono
anzi, chi non sono, perché questo blog a volte mi infastidisce
ogni tanto mentre gioco a calcetto mi fanno goal perché mi distraggo pensando a cosa scrivere su questo blog
ogni tanto parlo da sola pensando a un dialogo da scrivere su questo blog
perciò questo blog crea dipendenza
questo blog è un luogo comune
ogni tanto penso che distruggerei tutti i blog





Commenti recenti

Ibanez in ... uno che osa. Che...

Archivio

oggi
--- 2008 ---
--- 2007 ---
--- 2006 ---

Partecipano

Foto recenti

Vedi altri media

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
giovedì, 26 gennaio 2006

Il ballo degli scheletri

Tante interpretazioni della
Messa in do di Mozart
Quante pulci sul mio gatto preferito,
o quanti netturbini di talento
in un mondo pieno di damerini.
 
questa
vita
stanca
questo sogno in polvere,
queste notti d’aprile,
questa tempesta in un bicchiere,
tutte le vecchiette
sole in una stanza
a fare parole incrociate,
i cani crepati per l’eternità
schiacciati con la lingua penzoloni,
le interiora riarse delle
montagne
che muoiono dalla voglia di gridare,
cos’è questo estenuante
non senso?
 
è
il verme che striscia verso
il paradiso inesistente?
sono le forbici dentro
il cassetto?
le ragazzine con la ridarola
per la scoperta della carne?
la notte e poi il
giorno oppure
il giorno e poi la
notte?
il martello?
la sega?
la specchiera che si spalanca?
 
e che dire
delle strade buie di Dublino?
dell’ultima pagina di un libro?
della panchina isolata nel parco?
dell’ultimo cravattino?
dell’ultimo passo
alle tue spalle?
 
questo incompleto singhiozzo di tenebra.
un uccello senz’ali che attende.
un mago nella luce ovattata.
un ubriaco nella melma.
la canzone dei folli
e il riso del vulcano.
 
Charles Bukowski
La canzone dei folli.
postato da: sphyria alle ore 09:32 | link | commenti
categorie: letteratura
martedì, 24 gennaio 2006

Polonia

I

Quando su tutta Europa imperversa un freddo mai sentito, quando giornali televisione e radio riportano notizie di un gelo inverosimile e ammoniscono di non sprecare troppo gas metano per scaldarsi (che poi rimaniamo al freddo per davvero meglio non rischiare) cosa ho pensato di fare?

Parto per la Polonia, ma certo! 23 ore di treno e notti in ostello. E colmo della perversione, trascino anche il mio sventurato fratello nell'impresa. O missione, o sfida, o idiozia dir si voglia. Non ci andiamo perché qualche impegno improrogabile ci obblighi, anzi. Semplicemente avevamo deciso così un mese fa.

Prossima tappa, sarà Oslo.

Sarà un lungo inverno.

 

postato da: sphyria alle ore 22:08 | link | commenti (2)
categorie: storie
domenica, 22 gennaio 2006

dialogo

- Lui non sa

delle infinite pianure che si spalancano dietro ai suoi occhi

scrigni di cristalli segreti

anfratti lanosi di ragnatele popolati da mostri feriti

anse di palude                      poliedri di parole

correnti di fuoco valicanti l'etere

alghe marce                           gomitoli di domande e risposte

trappole nascoste nelle più ridenti ghirlande di fiori

nelle più comuni apparizioni.

- Lei intuisce

fasci fiochi di luce

linee rette, colorate, spezzate

poesie serrate in scatole di pietra

geometrie, ricami

                                     vento tiepido

- Banalità e caffè -

e sfiora un filo di serenità.

Lui misura le parole con matrici tonde.

Lei immagina un pesante monolite

collegato

Fugge ancora nel suo corridoio buio.

postato da: sphyria alle ore 13:15 | link | commenti (1)
categorie: prove di scrittura

Non ho bisogno di denaro

Ho bisogno di sentimenti,

di parole, di parole scelte sapientemente,

di fiori detti pensieri,

di rose dette presenze,

di sogni che abitino gli alberi,

di canzoni che facciano danzare le statue,

di stelle che mormorino all'orecchio degli amanti...

Ho bisogno di poesia,

questa magia che brucia

la pesantezza delle parole,

che risveglia le emozioni e dà colori nuovi
postato da: sphyria alle ore 13:07 | link | commenti
categorie: letteratura

Cinismo

Siete solo dei bambini

o degli stanchi disillusi.

La disillusione uccide. Il futuro è un sogno

che la disillusione uccide.

La realtà è una storia

che il cinismo rende vuota.

Che l'egoismo rende vana.

Punti tanto in alto ma ti sputi sulle scarpe.

Insegui fili tracce di storie che non combaciano più.

Una forma originale non fa di te una persona meno banale.

Il futuro è un sogno che la forma uccide.

postato da: sphyria alle ore 13:06 | link | commenti
categorie: prove di scrittura

Le tue menzogne non sono menzogne, Sabina.

Sono frecce scagliate dalla tua orbita con la forza della tua fantasia.

Ad alimentare illusioni.

A distruggere realtà. Ti aiuterò: sarò io a inventare menzogne per te

e con esse attraverseremo il mondo.

Conosco soltanto la paura, è vero,

una paura tale da soffocarmi, da lasciarmi stupefatta e senza fiato,

come se mi mancasse l'aria, e a volte non riesco nemmeno a sentire,

divento improvvisamente sorda al mondo.

Batto i piedi e non sento niente,

grido e non sento nemmeno il mio grido.

Tremava dal desiderio di non gridare,

uno sforzo così grande da farla restare immobile,

il sangue scomparso sotto il pallore del suo viso.

Lottava contro la morte che si approssimava:

non amo nessuno, nemmeno mio fratello.

Amo soltanto quest'assenza di dolore,

questa fredda, neautra assenza di dolore.

Anais Nin

postato da: sphyria alle ore 12:53 | link | commenti
categorie: letteratura
sabato, 21 gennaio 2006

Lentamente

 

Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi
percorsi, chi non cambia la marca, il colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini
sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli
occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore
davanti all'errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l'incertezza per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova
grazia in se stesso.

Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare;
chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno
sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.


Pablo Neruda

 

postato da: sphyria alle ore 10:42 | link | commenti (1)
categorie: letteratura

Due adolescenti sull'asfalto

Birra e sigaretta

-       Il mondo merita solo disprezzo

-       

-        Non è pronto per l'anarchia. Né mai lo sarà

-     Non ancora

Gli sguardi sono linee che si intersecano si perdono nel vuoto.

Una notte di pece aggressiva intorno, due adolescenti sulla soglia.

Guardano gli uomini e le donne: sono due vecchi sciamani.

Ho letto la fiaba di Dürrenmatt - ogni uomo pulisce il proprio cortile per salvare la città sommersa dal letame – a sorrisi accondiscendenti. Vacillavo. Poi la lingua cadde riversa in gola e mai più si mosse.

Una notte di pece graffiata da rumori d'automobile. Le mie ossa non hanno pace. Ora che nuoto nella melma e l'attrito è fatto di lacci che succhiano energia. Ora che l'epidermide diviene melma. Diviene muffa che conquista gli organi interni, fa il corpo gonfio e marcio. Ora che boccheggiando intuisco i riflessi della luna alta nel cielo. Quell'immagine echeggia nel mio cranio. Quell'immagine echeggia forte nel cranio.

postato da: sphyria alle ore 10:41 | link | commenti
categorie: prove di scrittura

Vorrei essere nato quando il sole

squarciava le foreste, e tra animali

tremendi l'uomo abitava le gole

Oscure caverne, e le abissali

ferite della carne - non le suole

bucate, il pongo, le semifinali








A volte - raramente - si ferma accanto a me, il viso nascosto dalla barba.

Mi guarda con occhi misteriosi

sfiorandomi volta le spalle

e il suo profumo è ancora qui.

Il Tempo ogni volta mi sfugge

non può fermarsi è nella sua natura

consumarsi veloce ed eterno insieme

nessuno lo può trattenere.

Ma il Tempo ti è amico, sussurra il vento,

perché ti ha reso la parola

come un miracolo l'attendevo.

Ho negato a me stessa ogni più piccolo cedimento,

sono colonne di cemento che al terremoto rispondono senza crepe

ho stalattiti nella gola.

Ho finto di piangere altrove e una stupida resina mi ricopre.

Non piangerò per te

non piangerò più per te

non entrerò più nel tuo castello di vetro

nel tuo mondo distorto da giochi di specchi.

Malato incantesimo orfano della sua magia

tenace linfa vischiosa nelle vene

stordisce - fumo aromatico incenso.

Nella notte dei tempi con terrore, ancora con il petto rigonfio e il mento alto,

presagi indicarono l'inganno

ma poi cedetti presto all'illusione, anzi audace trampolinista mi ci gettai

e quando la fiaba vacillava ero io a migliorarla inventarla violentarla

a stringerci entrambi con strisce di gomma che tu

avevi tagliato incollato con strati di pavidi silenzi e bugie

che ti gettano in labirinti

che mi rendono impotente

i pugni non hanno più forza

di stringersi attorno alle dita

di conficcare unghie nei palmi

a fermare le tue braccia che imprecando contro i fantasmi

brandiscono acciaio a distruggere tutto

a distruggere me.

E ora ho il capo chino

non ho forza di affrontarti

di difendermi davanti al tribunale corrotto.

Così non ti accorgerai mai di essere stato un gorilla impazzito.

Cercavo il mio orsacchiotto quando ti ho trovato

ora fatico a camminare sui tacchi in strade di pietra.

postato da: sphyria alle ore 09:30 | link | commenti
categorie: letteratura