sovrarespiro

Chi sono

Utente: sphyria
Una donna sovrapensiero.
Si tratta di pensiero non verbale distribuito su due livelli.




Ogni tanto apro questo blog così, tanto per ricordarmi chi sono
anzi, chi non sono, perché questo blog a volte mi infastidisce
ogni tanto mentre gioco a calcetto mi fanno goal perché mi distraggo pensando a cosa scrivere su questo blog
ogni tanto parlo da sola pensando a un dialogo da scrivere su questo blog
perciò questo blog crea dipendenza
questo blog è un luogo comune
ogni tanto penso che distruggerei tutti i blog





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lunedì, 09 giugno 2008

soffro di crisi di svariato tipo

ferma le nostre antiche maledizioni

dimenticateci, siamo in un castello di sole e zucchero filato

postato da: sphyria alle ore 22:45 | link | commenti
categorie: storie
martedì, 11 marzo 2008

le classi sociali esistono ancora, e non ho più la forza di dirlo
postato da: sphyria alle ore 19:25 | link | commenti
categorie:
venerdì, 25 gennaio 2008

... uno che osa. Che plasma e che distrugge. Fa tutto lui. Come un
bambino che meticolsamente costriusce un castello di sabbia per poi
distruggerlo, come un bambino, con rabbia.
postato da: sphyria alle ore 18:04 | link | commenti (3)
categorie: storie
venerdì, 28 dicembre 2007

Noia perenne

Amarti m'affatica mi svuota dentro
Qualcosa che assomiglia a ridere nel pianto
Amarti m'affatica mi da' malinconia
Che vuoi farci e' la vita
E' la vita, la mia
Amami ancora fallo dolcemente
Un anno un mese un'ora perdutamente
Amarti mi consola le notti bianche
Qualcosa che riempie vecchie storie fumanti
Amarti mi consola mi da' allegria
Che vuoi farci e' la vita
E' la vita, la mia
Amami ancora fallo dolcemente
Un anno un mese un'ora perdutamente
Amami ancora fallo dolcemente
Solo per un'ora perdutamente
postato da: sphyria alle ore 22:17 | link | commenti (2)
categorie: canzoni
venerdì, 21 dicembre 2007

Un numero sempre crescente di persone odia il Natale. Sarà perché un numero sempre maggiore di persone è poco religioso, anzi quasi per nulla, della religione cattolica rimane affascinato solo da una patina superficiale di cori rilassanti e chiese polverose. Tolta la fede rimane una festa che riunisce la famiglia, sacro valore su cui è basata persino la nostra Costituzione (Qualcosa che intanto non è necessariamente un valore, ma un dato di fatto, come dire che Gino è nato e di questo ne facciamo un valore, andate e riproducetevi e cosi' via ). Famiglie che sono sempre più spezzate e distanti nello spazio, c'è chi ha parenti dall'altra parte del continente e che non vede mai, c'è chi ci vive vicino, e non li mai lo stesso perché in fondo preferisce cosi', sai che fatica doverseli sopportare tutti insieme per un giorno intero. Cosi' le persone si sentono mancare le ragioni per festeggiare il Natale, cercano di gioire dell'atmosfera e delle varie cene, c'è chi si sente già stremato per aver comprato i regali a tutti parenti ed amici come se fosse un obbligo e chi ne fa uno solo, a una persona che non se lo aspetta.

Per quanto mi riguarda cerco di non pensarci al Natale (di nuovo questa parola scorre sulla tastiera come un brivido) fino all'ultimo, come quando a scuola si avvicinava un esame difficile per cui non avevo studiato abbastanza, ma era troppo tardi per iniziare.

 

postato da: sphyria alle ore 16:11 | link | commenti (1)
categorie: storie, natale
mercoledì, 12 dicembre 2007

Dès que le vent soufflera

C'est pas l'homme qui prend la mer
C'est la mer qui prend l'homme, Tatatin
Moi la mer elle m'a pris
Je m' souviens un Mardi
J'ai troqué mes santiags
Et mon cuir un peu zone
Contre une paire de docksides
Et un vieux ciré jaune
J'ai déserté les crasses
Qui m' disaient "Sois prudent"
La mer c'est dégueulasse
Les poissons baisent dedans

Dès que le vent soufflera
Je repartira
Dès que les vents tourneront
Nous nous en allerons...

Renaud


postato da: sphyria alle ore 14:30 | link | commenti
categorie: canzoni, renaud
martedì, 11 dicembre 2007

Il mondo io lo conosco per davvero. L'ho visto con questi occhi, l'ho toccato con queste mani. La maggior parte della gente si accontata di immaginare, in fondo, il mondo, ascoltando le canzoni, i racconti e leggendo i giornali e i libri di chi l'ha vissuto, o piu spesso, di chi finge che sia cosi'. Non ho radici, oppure potrei dire che le radici della mia famiglia sono come quelle del cajueiro, e coprono chilometri, attraversano i mari e dalla libera Irlanda arrivano fino all'Australia.
Ho attraversato, sfrecciando con il nostro buggy, in questa vita che scorre via ogni momento e non tornerà piu', tutta la Russia, il deserto dei Gobi, l'Africa. Ho visto montagne lasciare spazio inspiegabilmente a pianure senza fine, sono stato in mezzo all'oceano, dove milioni di stelle toccavano il mare e sembrava di fluttuare dolcemente nello spazio.
Ho visto città povere e ricche, grattacieli di vetro e baracche di legno, nei palazzi del potere non ci ho mai messo piede, ma ho vissuto nella città dell'utopia. Una città fatta da persone che vogliono ricostruire il mondo da capo, e che esiste da trent'anni, nella grande Danimarca.
In questa vita in cui il tempo sembra concentrarsi senza lasciare spazio all'immaginazione, perché la realtà qui la supera, ogni fatto, immagine, persona, ha lasciato un piccolo segno sul mio volto, non dimostro alcuna età definibile.
Ora, mentre alle otto del mattino vedo passare la gente che va al lavoro, ora che sono tornato come ogni volta nella mia città natale, sento che il mondo mi appartiene e non ne sono parte, potrei vagare ore sotto la pioggia d'Irlanda o di qualunque altro posto, fermarmi a brindare con qualche sconosciuto che presto diventerà un amico, in qualunque luogo, per scoprire che non ho nessun posto dove fermarmi, non c'è nulla che voglio ottenere. Vedo la gente camminare indifferente, lasciarsi vivere, sognare, agire e lottare, scendere in piazza per commemorare le proprie vittorie, me ne compiaccio, vi osservo lieto come un fotografo esperto. Un fotografo che non ha la macchina per condividire le sensazioni di cio' che ha vissuto, perché nessuna macchina potrà mai rendere l'idea dei profumi, dei suoni portati dal vento, dello sfiorare l'infinito.
E questo fascino che mi circonda, quest'ombra di silenzio e mistero, che catalizza inspiegabilmente la vostra attenzione, che procura, al soffermarsi dello sguardo, ammirazione, non è altro che solitudine.

postato da: sphyria alle ore 14:51 | link | commenti
categorie: racconti, storie, irlanda
mercoledì, 05 dicembre 2007

"È sempre ciò che sei tu ad essere il vero"

Bobin Christian "La part manquante"

postato da: sphyria alle ore 12:02 | link | commenti
categorie: letteratura
sabato, 24 novembre 2007

This is the end

my only friend

the end

postato da: sphyria alle ore 18:18 | link | commenti
categorie:
venerdì, 23 novembre 2007

            Nessuno ti salverà, una frase sospesa nel vuoto, nessuno ti salverà, una frase sussurrata dentro le orecchie, ossessivamente, mentre attraversa la strada intasata dal traffico, le macchine la sfiorano rallentando vicino al semaforo, nessuno ti salverà, una frase dura, inattaccabile, come una pietra levigata, e concreta, anche, come una pietra. Ricordatelo sempre che dal momento che ti appoggi a qualcosa, inevitabilmente tradirà le tue aspettative, e ne soffrirai, perché la vita è sofferenza. Non accettare la sofferenza è fuggire la vita.
"Allora potrei non attraversare questa arteria che ora al tramonto è un fiume di luci, rumore, aria inquinata, il clacson dei camion mi fa sussultare, non ci sono le strisce penodali. E rimanere a guardare il traffico scorrrere, ben protetta dal marciapiedi e dal guard rail, attendere ore che il traffico diminuisca, attendere di invecchiare, perché un giovanotto d'altri tempi fermi le macchine per me e mi offra il braccio per andare dall'altra parte. E arrivare con un sospiro di sollievo pensando che in fondo sarebbe stato facile, se fossi stata un giovanotto.
Ma la gente cammina sul bordo guardando a terra, frastornata dal rumore e dallo smog. Non si guardano, non si sorridono. Se si conoscessero, non entrerebbero in sintonia, non si sentirebbero parte dello stesso mondo. Se si conoscessero, come a volte capita nei piccoli paesi, traccerebbero una linea di demarcazione netta, guardandosi in faccia, nella sala d'attesa del dottore, conoscendo i reciproci peccati. "Sono molto meglio di te" sembra ribadire con un'occhiata obliqua una ragazza vestita in modo sobrio, che stringe leggermente le labbra mentre si alza quando è il suo turno. Si sente superiore solo perché è ignorante. Nel senso che ignora. Le persone sono sempre sole. Non lo sa, che sarà sola quando suo zio morirà, e le tornerà in mente nel bel mezzo di una cena, ad una riunione di lavoro, dal panettiere. Sarà sola di fronte a suomarito quando dopo dieci anni di matrimonio sarà costetta a spiegargli un suo errore, proprio lei, impeccabile e immacolata.
E trovare la pace, in questo piccolo angolo tra due strade, lontana dai giudizi e dal rumore, senza volersi alzare dalla panchina, tra odore di umido e di urina, sarebbe meraviglioso".
Ma è qualcosa che non succederà mai perché ovunque si trovi, la ragazza che ha attraversato la strada sentirà sempre odore di umido che ti sale alla gola e soffoca il respiro, come nelle sale d'attesa del dottore, dove più che attendere di guarire, ci si ammala.

postato da: sphyria alle ore 10:40 | link | commenti
categorie: prove di scrittura